the thirteen ghosts with thurston moore and derek bailey ~ legend of the blood yeti (CHUG 5, 1997)

Lo-Fi MP3 previews:

Hi-Fi MP3s:
the unnameable (128kHz ::2.60MB)
the tongueless mound (128kHz ::1.43MB)

mail order details

LP=$15.00 online ordering
View Shopping Cart  /  Checkout

or jump to::

reviews....

Per fortuna ci si rianima con il trio con i 13 Ghosts (il fiatista Alex Ward e il tastierista Benjamin Hervé, alias Switch): 28 minuti di scambi strumentali mozzafiato in cui la tensione non cade per un attimo: Hervé produce sibili elettronici, ritmi di drum machine registrata a bassa fedeltà, sprazzi rumoristici a cui Bailey risponde con feedback e corde maltrattate; le grida roche del sax di Ward ricordano i duck calls di Zorn, e a volte vengono rimandate distorte dalle macchine di Switch. Solo negli ultimi tre minuti la tensione si acquieta, con note tenute di clarinetto e chitarra sul fruscìo di un vecchio disco. Nella seconda metà del cd è invece ospite Thurston Moore, che al contrario dei continui cambiamenti di Bailey si occupa di fornire un costante tappeto rumoristico ai partner, con Hervé che si scatena con nastri mandati in avanti veloce e un secondo chitarrista, Andrew Clare, che aggiunge sul canale sinistro altro caos al risultato finale. Nella lunga Pulpous Concord l'atmosfera si fa invece inquietante, con le tortuose screziature di Moore che si abbinano a citazioni "plagiariste" (anche un frammento di canto simil-gregoriano) piuttosto estese di Hervé. Un Moore molto baileyano si può invece sentire nella prima parte di Despair in cui torna il clarinetto di Ward che era in sottotono su Pulpous Concord, e caratterizzata anche da suoni genere vecchia fantascienza di Hervé, mentre nella seconda metà del brano ancora una volta il clima si fa più calmo (con un improvviso organo-Doctor Phibes di Hervé) prima del frenetico finale, troncato bruscamente nel cd. [music club website]

I heard a rumour the other day that Geffen Records had applied for a patent on Thurston Moore's genetic code. It seems that they had just cloned another three from the original allowing him (for an exorbitant fee) to appear simultaneously in such diverse locations as The Simpsons or David Bowie's 50th birthday bash. The story goes that the marketing department aware that the astronomical cost of this technology would prevent smaller players cashing in on the Moore phenomenon, decided that Thurston Moore branding could fill the gap in the market and boost product sales. So for a negotiable fee "your product too" can bear the Thurston Moore name. These guys really went to town outlaying the big bucks to have the red upper case SONIC YOUTH moniker emblazoned no less than four times on the back cover. That said, this is a truly delightful co-ordination of sound. Don't be a wallflower and miss your chance to tango with the blood yeti. Dismemberment never felt so good.
Nathan Thompson [oppobrium #4]